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Le grotte marine di Capo Palinuro

 Capo Palinuro è un caratteristico promontorio calcareo per lo più a picco sul mare con alcune zone depresse che lambiscono la superficie del mare; il suo perimetro è delineato da possenti pareti rocciose che da altezze che in alcuni punti superano i 200 metri s.l.m. prosegue al di sotto della superficie del mare per circa 50 metri con stupende pareti ricche di vita. Nota fin dalle epiche gesta narrate nell'Eneide da Virgilio, questo tratto costiero che s'allunga nel Tirreno Meridionale rappresenta uno dei gioielli naturalistici del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano. Splendido scorcio costiero grazie al continuo susseguirsi di calette, grotte e spiagge di unica bellezza, nasconde tesori faunistici grazie al persistere di un'ambiente marino incontaminato: caratteristiche fioriture del corallo rosso, gorgonie gialle, verdi e rosse, e ancora aragoste e granchi, cernie, dentici e ricciole. La particolare consistenza dell'ammasso roccioso ha favorito il fenomeno carsico e l'erosione, fenomeni accentuati anche dalla presenza di acque sulfuree e sorgenti idrotermali che hanno creato un'ambiente estremamente diversificato e con un alto numero di cavità sommerse: le 35 grotte di Capo Palinuro infatti rappresentano uno dei principali poli di interesse speleomarino in Europa. Tra queste meraviglie la più conosciuta e anche la più visitata è la "Grotta Azzurra", lunga 85 metri e larga 90, che si trova all'altezza di Cala Guarracini e attraversa la parte settentrionale di Capo Palinuro. Caratterizzata da un carico color turchese derivante dal gioco di rifrazione della luce del sole filtra da un'apertura in profondità e dipinge in maniera unica queste pareti rocciose ricche di colate alabastrine e colonne stalatto-stagmitiche. Altra Grotta molto conosciuta è quella "d'Argento" che si trova più a Sud, a Cala Lanterna, le cui pareti subiscono di riflesso il colore del prezioso metallo che assume l'acqua per il miscelarsi dell'acqua marina con la densa acqua sulfurea. Tra le altre ricordiamo ancora la "Grotta dei Monaci", cosi chiamata per le numerose formazioni stalagmitiche che richiamano le sembianze di un gruppo di monaci in preghiera, la "Grotta Preistorica o delle Ossa", i cui sedimenti fossili testimoniano la frequentazione di uomini primitivi, la "Grotta del Sangue", così chiamata per l'intenso rosso che si accende sulle sue pareti, e la "Grotta Sulfurea" dove il fenomeno idrotermale caratteristico delle cavità marine di Palinuro diviene più evidente e percepibile.

 
  Convento dei Frati Minori di Capaccio
  Sacco Vecchia
  Oasi Wwf Grotte di Morigerati
  Grotte marine di capo palinuro
  Antico Borgo di San Severino di Centola
  Scavi archeologici di Elea Velia
  Area archeologica dei templi di Paestum
 
 

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